venerdì 20 giugno 2014

2 Elementi del paesaggio: il territorio

ELEMENTI DEL PAESAGGIO

IL TERRITORIO

Il territorio, per come è fatto (cioè per la sua morfologia), comprende 3 tipi di rilievo, diversi in base alla loro altitudine:
1-     da 0 metri (cioè il livello del mare) a 300 metri abbiamo la pianura
2-     da 300 metri a 600 metri la collina
3-     da 600 metri in su la montagna.


LA MONTAGNA

La montagna è un territorio che supera i 600 metri sul livello del mare. Ha una forma accidentata, cioè il terreno sale e scende in modo brusco e difficile per chi ci vuole camminare.
I lati di una montagna si chiamano versanti e possono essere molto ripidi.
Le montagne possono essere separate tra loro da valli.
La montagna è una grande massa di roccia, che in genere non sorge isolata, da sola, ma si raggruppa in massicci o in catene montuose.
Un massiccio è una montagna compatta con molte cime vicine una all’altra e poche valli.
Una catena montuosa è una successione continua di montagne con le cime che formano una linea quasi regolare e seguono una certa direzione anche per centinaia di chilometri.

Osserva le immagini:

Il massiccio del Monte Bianco
La catena montuosa delle Ande
I versanti di una montagna
Una valle tra le montagne
Le cime di alcune montagne

LA CIMA DELLA MONTAGNA

La parte più alta di una montagna si chiama cima o vetta. Poiché di solito è molto in pendenza, su di essa non cresce la vegetazione e si può vedere direttamente la roccia di cui è formata.
In base alla forma di una cima, essa può chiamarsi anche dente, guglia, campanile, torre o pala.
La forma di una montagna dipende dalla roccia di cui è fatta e da due processi che interessano tutte le montagne:
1-      il processo di formazione della montagna, che inizia nelle viscere (= nelle profondità) della Terra
2-      il processo di erosione: la pioggia, il vento, il gelo, l’escursione termica (= la differenza di temperatura tra giorno e notte, o tra estate e inverno) rompono la roccia e quindi la montagna si spiana, si abbassa.

Il Dente del Gigante sul Monte Bianco.
Si chiama così, perché sembra un grande dente.
Il Campanile di Val Montanaia, nelle Dolomiti friulane.
Si chiama così, perché sembra il campanile di una chiesa: una cima di questo tipo, viene di solito chiamata guglia, che è la parte più alta di una chiesa.

LA VALLE

La valle è una profonda concavità, scavata tra due montagne o due catene montuose.
Se guardiamo una valle nella sua sezione trasversale, vediamo che ci sono un fondovalle (la parte bassa, dove di solito scorre un fiume), i versanti (i fianchi delle montagne) e la sommità o cresta (cioè la linea più alta che divide un versante da un altro versante).
Se guardiamo una valle nella sua lunghezza (che può essere di pochi chilometri o di centinaia di chilometri), riconosciamo la testata (cioè la parte superiore) e lo sbocco (cioè dove la valle finisce, che può essere in pianura, o in un’altra valle, o nel mare).


Nelle Alpi si trovano due tipi di valli: la valle a U e la valle a V, chiamate così per la loro forma.
La valle a U ha un fondovalle largo e su di esso scorre un fiume, ma c’è spazio anche per la costruzione di una strada, di una ferrovia, di un paese; questo tipo di valle si è formata perché si è sciolto il ghiacciaio che la occupava.
La valle a V ha un fondovalle stretto e tortuoso, dove può scorrere solo il fiume; è proprio il fiume che ha originato questo tipo di valle, erodendo la roccia dei versanti. I
Nel mondo ci sono anche altri tipi di valli, come i canyon americani o i rift africani: li studieremo più avanti.

IL VERSANTE DELLA MONTAGNA

Il versante della montagna (detto anche fianco o pendio) è la parte inclinata della valle.
Anche il versante è fatto di roccia, però è ricoperto dal suolo, uno strato di roccia e terra su cui può crescere la vegetazione, per esempio erba o alberi.

Approfondimento:
La roccia madre è la massa di roccia compatta che forma la montagna.
Il regolite è uno strato di detriti, spesso alcuni metri. È formato da frammenti di roccia che si sono staccati in superficie, ma che non sono scivolati in giù e non sono stati portati via dalla pioggia.
La parte superiore del regolite è il suolo, che si forma in tempi lunghissimi: la roccia si frantuma in pezzi sempre più piccoli, acqua e ossigeno permettono le prime forme di vita (muschi, licheni, vermi, insetti), che quando muoiono si decompongono e così creano le possibilità di crescita del mantello vegetale.
Nel mantello vegetale crescono gli alberi, importantissimi perché con le loro radici rendono compatto il terreno e ne impediscono l’erosione.

I versanti delle montagne sono soggetti (soprattutto dove l’uomo non ha cura delle montagne) a frane: una frana è il movimento rapido di una massa di terra o roccia, che scivola lungo il pendio.

LA COLLINA

La collina è un rilievo poco elevato e con i versanti poco inclinati.
Nella maggior parte dei casi le colline si formano per erosione, cioè sono delle montagne vecchissime di milioni di anni, che l’erosione ha abbassato di altitudine.

Colline toscane formatesi per erosione

In altri casi possono essere state originate dai ghiacciai, infatti quando un ghiacciaio scende lentamente verso valle, spinge davanti a sé dei grandi cumuli di detriti, chiamati morene; questo tipo di colline si chiama, per l’appunto, colline moreniche.



Colline moreniche (in Piemonte), formate dal ghiacciaio che ha scavato la valle (dove adesso c’è il lago) e ha spinto davanti a sé i detriti che formano le colline

Oppure possono essere state originate dai movimenti della crosta terrestre; si chiamano colline a pettine, perché sono parallele tra loro, come i denti di un pettine.

Colline a pettine in Abruzzo

LA PIANURA

La pianura è un territorio più o meno esteso, con piccoli dislivelli di altitudine.
Di solito le pianure si trovano a livello del mare o poco al di sopra, fino a un massimo di 300 metri.
Le pianure in Italia sono quasi tutte di origine alluvionale, cioè sono state formate dai materiali alluvionali (detti anche sedimenti).
Che cosa sono?
Sono pezzi di roccia che si staccano dalla montagna a causa dell’erosione. Scendendo giù per i fianchi della montagna, si spezzano ulteriormente e nel corso di migliaia d’anni diventano sempre più piccoli; i pezzi più grossi prendono il nome di ciottoli e di ghiaie, i pezzi più piccoli sono l’argilla e la sabbia.

ciottoli
ghiaia
argilla
sabbia

Questi materiali alluvionali vengono trascinati dai ruscelli e dai fiumi e vengono accumulati ai piedi delle montagne; i pezzi più grossi si depositano, i pezzi più sottili vengono portati sempre più in avanti; in questo modo si formano le pianure alluvionali, che hanno riempito il fondo di antiche valli e via via anche tratti di mare. I pezzi più sottili (in particolare la sabbia) avanzano di continuo e si riversano ancora oggi nel mare.
Se tu osservi in una carta geografica il delta del Po, puoi vedere una sporgenza, che indica che il fiume sta ancora trasportando sedimenti nel mare.


Le pianure alluvionali possono essere costiere (quando si trovano lungo le coste marine e hanno una lieve pendenza) o pedemontane (quando si trovano ai piedi dei monti; hanno una pendenza maggiore rispetto alle pianure costiere).

Quando una pianura è circondata da tutti i lati da monti e ha pendenze rivolte verso l’interno, si chiama conca interna.

La Pianura Padana è
una pianura alluvionale
Pianura costiera
Pianura pedemontana
Conca interna

FORZE ENDOGENE E FORZE ESOGENE

La crosta terrestre subisce delle spinte, dovute allo spostamento dei continenti. Quando questo succede, i sedimenti che si trovano in fondo al mare, con uno spessore di molti chilometri, vengono sollevati in alto: si formano così le montagne, che all’inizio hanno dei versanti molto ripidi.
Queste forze che sollevano e formano le montagne si chiamano forze endogene (che vuol dire proprio forze all’interno della Terra).
Ma appena una montagna si è formata, viene subito “attaccata” da altre forze: la pioggia, il vento, il gelo, l’escursione termica. Queste forze spaccano la roccia, la trasformano in pezzi più piccoli; questi pezzi più piccoli rotolano sui versanti delle montagne e i ruscelli e i fiumi li fanno scendere sempre più giù. Così la montagna diventa nei secoli più bassa, si formano le colline e le pianure.
Queste forze si chiamano forze esogene (che vuol dire proprio forze all’esterno della Terra).

Le forze endogene sono le stesse che provocano i terremoti. Succede infatti che le rocce del sottosuolo si possono spaccare e, quando questo accade, si creano delle vibrazioni, dette onde sismiche, che si muovono in tutte le direzioni.
Studieremo meglio i terremoti un’altra volta.

ESERCIZIO 1:
Scrivi il nome degli elementi numerati nel disegno:

1= ________________________ 2= ______________________ 3= _________________________
4= ________________________ 5= ______________________ 6= _________________________
7= ________________________ 8= ______________________ 9= _________________________

ESERCIZIO 2 (alternativo a 1):
Scrivi il numero corrispondente agli elementi rappresentati nel disegno:
montagna = ______ collina = ______ pianura = ______ catena montuosa = ______
cima = ______ valle = ______ sedimenti = ______ fiume = ______ mare = ______

APPROFONDIMENTI:
li trovi nella barra a destra
Terra e suolo



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