venerdì 10 aprile 2015

29 Il settore terziario - Servizi del terziario tradizionale e del terziario avanzato in Europa



IL SETTORE TERZIARIO: SERVIZI DEL TERZIARIO TRADIZIONALE E DEL TERZIARIO AVANZATO IN EUROPA

Nei Paesi ricchi dell’Europa il settore terziario è in forte espansione: nel nostro continente, infatti, si è passati quasi ovunque alla cosiddetta epoca postindustriale, caratterizzata dalla crescente automazione del lavoro nei tre settori, dallo sviluppo delle attività di ricerca, dall’aumento delle spese per i cosiddetti beni immateriali che migliorano la qualità della vita (i servizi sociali e culturali e le attività del tempo libero).
Questo comporta tutta una serie di attività economiche, che possiamo distinguere in terziario tradizionale e terziario avanzato (qualcuno lo chiama anche quaternario).
Nel settore del terziario tradizionale, oltre al commercio, al credito e al trasporto, che abbiamo già analizzato, possiamo includere quei servizi legati al cosiddetto stato sociale (per esempio l’istruzione, la sanità, le pensioni) e quelli legati al tempo libero (per esempio il turismo, lo sport, la cultura nelle sue varie forme).
Nel terziario avanzato collochiamo tutte le attività che, sia nel campo economico, sia in quello sociale, politico e culturale, si distinguono per l’alto contenuto di innovazione, oggi legato soprattutto al mondo dell’informatica.
Esaminiamo ora alcune di queste attività, per vedere come funzionano e quali conseguenze hanno nel paesaggio.


I SERVIZI DELLO STATO SOCIALE

Lo stato sociale (che, con espressione inglese, viene chiamato anche welfare state, o popolarmente anche solo welfare) comprende tutti quei servizi finalizzati all’istruzione (le scuole di ogni ordine e grado), alla salute (ospedali e centri ambulatoriali) e alla difesa del lavoro (per esempio con gli assegni familiari per i lavoratori con figli a carico, oppure con l’indennità di disoccupazione per chi è senza lavoro, o ancora con le tutele per le donne che stanno per avere un figlio o per i genitori – la madre, ma nel nord Europa anche il padre – che hanno dei figli neonati).

La copertina di un libro sul welfare per i padri nell’Europa settentrionale

Sono servizi finanziati dalle tasse versate dagli abitanti dei diversi Paesi, di cui beneficiano anche coloro che evadono le tasse; per questo l’evasione fiscale è una piaga che non fa onore agli Stati che non la combattono (oltre che agli evasori!).
Sono servizi che impiegano numerosi addetti e variano molto da stato a stato: sono diffusissimi e di ottimo livello nei Paesi scandinavi, in Germania, in Francia e nel Benelux. Sono inferiori per quantità e qualità nel Regno Unito e nei Paesi mediterranei, anche a causa dell’evasione fiscale e della corruzione politica qui piuttosto diffuse.

Manifestazione in difesa del welfare state a Londra

Nell’Europa orientale si è passati dall’epoca socialista (fino al 1989), in cui i servizi sociali di base erano garantiti a tutta la popolazione, all’epoca attuale, che si è aperta all’economia di mercato e che non dovunque ha conservato lo stato sociale: in alcuni Stati come la Russia, l’Ucraina, la Moldavia, la Romania si registra oggi un aumento preoccupante dell’analfabetismo, dell’abbandono di anziani e di minori, della diffusione di malattie gravi (quali la tubercolosi e l’AIDS) e di tossicodipendenze. Il tutto aggravato – come sempre accade – nelle situazioni di conflitto sociale e militare.

Nei canali sotterranei di Bucarest (Romania) vivono bambini e ragazzi senza una casa

I politici di tutta Europa danno molta importanza all’istruzione; purtroppo le belle parole non sempre si accompagnano a dati di fatto altrettanto positivi. Infatti ci sono Stati in cui l’abbandono scolastico è molto forte, a causa della povertà o di condizioni di degrado sociale, e ci sono Stati in cui le condizioni delle scuole sono scadenti.

Una scuola in un villaggio rurale della Russia

L’istruzione si divide in obbligatoria e facoltativa: quella obbligatoria riguarda i giovani compresi genericamente tra i 6 e i 15 anni, ma ogni Stato ha proprie leggi in materia (vedi tabella sottostante). L’istruzione precedente a quella dell’obbligo (l’asilo) e quella successiva (parte delle scuole superiori e l’università) è facoltativa: essa è tanto più diffusa quanto più lo Stato è ricco economicamente. Nei Paesi più ricchi, inoltre, l’insegnamento viene svolto in edifici sicuri, curati, dotati di aule spaziose e attrezzate, di laboratori e di palestre, di strumenti moderni. Nei Paesi meno progrediti a volte gli edifici scolastici sono cadenti o addirittura pericolosi.

La durata dell’obbligo scolastico in alcuni Paesi europei

Un discorso analogo si può fare per gli ospedali e per le diverse strutture che si occupano della sanità; in Europa, comunque, il livello di assistenza medica è molto buono, addirittura superiore per certi aspetti a quello di Stati anche economicamente sviluppati, quali gli U.S.A. e il Giappone. Quasi tutti i Paesi europei garantiscono alla totalità dei cittadini l’accesso gratuito o semigratuito alle cure ospedaliere in strutture pubbliche o convenzionate (cioè private, ma che operano seguendo le regole delle strutture pubbliche) e finanziano le spese per le visite mediche e i farmaci; nel Nord America, invece, lo stato sociale assicura solo alcune prestazioni sanitarie di base.

L’Ospedale dell’Angelo di Mestre (Italia)

Anche il sistema pensionistico in Europa è in gran parte gestito dagli Stati, che garantiscono una piccola pensione sociale anche agli anziani in difficoltà economiche e per quanto riguarda gli altri settori del welfare state le regioni meglio organizzate sono in generale quelle settentrionali.
Scuole, ospedali, ambulatori medici, uffici statali e simili segnano abbondantemente il paesaggio urbano europeo: gli edifici in cui si svolgono queste attività sorgono tutti, infatti, nelle città, ad eccezione di piccole comunità insulari o montane, che per esempio possono avere ancora una piccola scuola o un piccolo ambulatorio medico.
Gli ospedali, in particolare, sono di solito grandi strutture, dotate di edifici per il ricovero dei pazienti, di un pronto soccorso per le urgenze, di locali e di ampi parcheggi, per accogliere i visitatori o il personale che lavora in questo settore.

Veduta aerea dell’ospedale universitario di Atene (Grecia)

IL TURISMO

Il turismo è oggi una delle attività più importanti del terziario, per numero di persone coinvolte e per il giro d’affari che è di molti miliardi di euro. Lo sviluppo del turismo è un fenomeno tutto sommato recente: alla fine dell’Ottocento, quando cominciò a diffondersi l’abitudine di trascorrere un periodo di vacanza in una località diversa da quella di residenza, esso riguardava esclusivamente le classi più ricche, le uniche in grado di affrontare le spese che una vacanza comportava. Per le classi medie o a basso reddito la scampagnata domenicale era l’unica forma di evasione dalla città. Oggi invece il reddito medio in gran parte dell’Europa, soprattutto in quella settentrionale e centro-occidentale, è piuttosto alto, perciò sono molte le persone che possono permettersi di andare in vacanza. Oggi il turismo viene considerato un fenomeno di massa.

Turisti nella spiaggia di Barcellona (Spagna)

Anche le persone che lavorano nel settore del turismo sono in continuo aumento: nell’Unione Europea sono il 7% della popolazione attiva, con punte del 9% in alcune regioni mediterranee (Spagna, Portogallo, la Romagna in Italia). In alcuni Stati (Francia, Spagna, Austria) il turismo produce quasi il 10% del reddito nazionale: i turisti infatti spendono per dormire (alberghi, pensioni, case in affitto, ecc.), per mangiare (ristoranti di ogni tipo, gelaterie, bar e pub), per divertirsi (discoteche, cinema, parchi gioco), per andare in spiaggia (stabilimenti balneari) o in montagna e così via. Molti, inoltre, acquistano souvenirs, cioè oggetti come ricordo del viaggio o come regalo da portare ad amici e parenti e ciò incrementa la produzione industriale ed artigianale e tutte le altre attività commerciali.

Un’agenzia di viaggi francese

L’Europa è il continente che attrae il maggior numero di turisti, sia dall’Europa stessa, sia dagli altri continenti (in particolare i turisti provengono dagli U.S.A., dal Giappone e dalla Cina); il nostro continente è una grande meta turistica per le sue bellezze naturali e per il suo ricchissimo patrimonio artistico e storico. Tra i primi 10 Paesi al mondo per numero di turisti (vedi tabella sottostante, relativa all’anno 2013), 6 sono europei: al primo posto si colloca la Francia con quasi 85 milioni di visitatori, al terzo la Spagna (più di 60 milioni), al quinto l’Italia (quasi 48 milioni), soprattutto in Veneto, Lombardia, Lazio, Toscana e Trentino Alto Adige.


Le due grandi aree turistiche europee sono le coste mediterranee e l’arco alpino; altre mete assai ricercate sono le grandi capitali e le città d’arte, come Parigi, Londra, Madrid, Lisbona e – in Italia – Roma, Venezia, Firenze, Napoli. Questo turismo, di tipo culturale, è in espansione anche nell’Europa dell’Est e interessa soprattutto le città di Praga, Budapest e San Pietroburgo.

Il museo dell’Ermitage a San Pietroburgo (Russia), uno dei più ricchi musei del mondo

L’Europa è infine ricca di luoghi divenuti mete turistiche perché dotati di attrattive di vario genere: si tratta di centri religiosi (il Vaticano, Lourdes), di parchi naturali e di divertimento (Disneyland a Parigi), di località termali e curative.
Qualunque sia la forma di turismo possibile in una data località, essa contribuisce a segnare il paesaggio in maniera vistosa: pensa alle distese di ombrelloni sulle spiagge mediterranee, alle funivie e seggiovie nelle zone di montagna, agli alberghi nelle grandi città, alle attrazioni che occupano vasti ettari di terreno nei parchi di divertimento e così via.

Disneyland vicino a Parigi si estende su un’area di 2,86 km²

LE ATTIVITÀ SPORTIVE E RICREATIVE

In tutta Europa non c’è città che non abbia un grande numero di edifici in cui praticare uno sport o assistere a una manifestazione sportiva, ma anche in un piccolo villaggio, ormai, ci sono strutture, magari anche semplici, dove giocare a calcio o praticare altri sport, magari legati a una tradizione locale.
Gli edifici sportivi che maggiormente segnano il paesaggio sono lo Stadio e il Palazzo dello Sport: in entrambi, ma soprattutto nel secondo, si disputano non solo le varie gare sportive (calcio, basket, pallavolo), ma si tengono anche concerti rock, esibizioni di gruppi folcloristici, spettacoli teatrali, riunioni di associazioni, eccetera.

Concerto di Bruce Springsteen all’Etihad Stadium di Manchester (Regno Unito)

Questi edifici sono di solito situati nelle periferie delle città, dove è disponibile un ampio parcheggio per i numerosi partecipanti all’evento sportivo e d’altro genere.
L’esterno di questi edifici è un volume unitario di grandi dimensioni: può avere forma circolare con copertura a cupola, o forma parallelepipeda con copertura curva (a vela o a volta). L’interno è un grande volume diviso in tre zone funzionali: il campo dove disputare la partita, le gradinate con i posti a sedere per il pubblico, i vari percorsi con le rampe d’accesso e i ballatoi di distribuzione ai singoli posti.

Il Palazzo dello Sport di Barcellona (Spagna), costruito per le Olimpiadi del 1992;
il suo nome originale è Palau d’Esports Sant Jordi

Altri edifici di grandi dimensioni che vengono usati per uso collettivo a fine sportivo, ricreativo o economico sono la piscina coperta, l’ippodromo, il cinema multisala, il teatro, il quartiere fieristico, il palazzo dei congressi.
In Europa sono presenti anche dei grandi teatri di posa (dove vengono realizzati film e programmi televisivi), come Cinecittà a Roma, Studio Babelsberg a Potsdam (Germania), Pinewood Studios a Londra.

Veduta aerea dello Studio Babelsberg a Potsdam (Germania)

Infine l’Europa può utilizzare per spettacoli di vario genere (dall’opera lirica al concerto rock, dalla rappresentazione teatrale agli sport taurini) edifici assolutamente originali quali i teatri e gli anfiteatri romani, come accade all’Arena di Verona (Italia), all’Arena di Pola (Croazia), al teatro di Orange o all’anfiteatro di Arles (Francia), al Teatro romano di Mérida (Spagna), all’anfiteatro di Avenches (Svizzera).

Una rappresentazione dell’Aida di Giuseppe Verdi all’Arena di Verona (Italia)

IL TERZIARIO AVANZATO

Nel terziario avanzato viene compreso innanzitutto il settore delle telecomunicazioni, cioè di tutte le attività che diffondono a distanza notizie, informazioni, immagini, suoni; esse sono il frutto delle nuove tecnologie elettroniche e informatiche (satelliti, sistema digitale, cavi in fibra ottica, microelettronica, ecc.), che hanno affiancato alle tradizionali reti telefoniche fisse le nuove reti usate per la telefonia mobile, la tv digitale e satellitare e la rete telematica di Internet.
Quest’ultima è nata dalla connessione tra il computer e la rete telefonica fissa, ma si sta sempre più allargando alla rete mobile; la sua capacità nella trasmissione rapida di immagini, video, testi e suoni è in continuo miglioramento e ciò determina la grande espansione che hanno in tutta Europa sia gli utenti di Internet, sia i siti telematici di ogni tipo. Anche se esistono ancora delle differenze tra Europa occidentale e orientale, esse si vanno assottigliando sempre più.

Un Internet Caffè a Praga (Repubblica Ceca)

Altrettanto ampio è stato lo sviluppo della telefonia mobile, nella quale la comunicazione non avviene più tramite cavi, ma è resa possibile da antenne disseminate nel territorio. Negli ultimi anni la diffusione del cellulare è stata imponente e già nel 2002 il numero degli utenti aveva superato quello degli abbonati della telefonia fissa. Anche in questo settore gli Stati dell’Europa occidentale sono più sviluppati di quelli orientali: le maggiori aziende europee per la telefonia mobile hanno sede proprio nell’Europa occidentale e sono l’inglese Vodafone, la tedesca Deutsche Telekom e la francese France Telecom. Francia e Germania sono leader in Europa anche nella produzione di programmi televisivi e nella gestione di reti telematiche, mediante società multinazionali che operano anche nei Paesi dell’Est europeo. Per il traffico Internet i principali nodi europei della rete sono costituiti dalle città di Londra, Parigi, Amsterdam e Copenaghen.

La sede centrale della Deutsche Telekom a Bonn (Germania)

Un altro settore importantissimo del terziario avanzato è quello della ricerca scientifica e tecnologica: i Paesi che riescono a realizzare il maggior numero di innovazioni dispongono infatti di un vantaggio tecnologico sulle altre nazioni concorrenti e da ciò traggono notevoli guadagni economici.
La ricerca avviene in più direzioni, per esempio si volge a trovare nuovi materiali per l’industria (fibre sintetiche, materiali per automobili, edilizia, ecc…), a sperimentare nuove tecniche agricole, nuovi vaccini o farmaci contro le malattie più gravi (cancro o AIDS), a studiare le possibilità di impiego di nuove fonti di energia, a progettare nuovi aerei, satelliti e così via.
In Europa il più alto numero di addetti alla ricerca scientifica  e tecnologica si registra nei Paesi occidentali. Le aeree in cui si concentrano i laboratori e i centri di ricerca sono situate nelle zone economicamente sviluppate, come la zona inglese tra Londra, Cambridge e Glasgow, quella parigina, quella olandese e quelle tedesche di Francoforte sul Meno e Monaco di Baviera. Nel loro complesso va detto che i Paesi europei occidentali destinano a questo settore meno risorse economiche di quelle assegnategli da Stati Uniti e Giappone e ciò determina il fenomeno cosiddetto della “fuga dei cervelli”, che impoverisce ulteriormente gli Stati che si trovano in posizioni di inferiorità.
A livello di Unione Europea sono sorti negli ultimi anni diversi organismi per favorire la ricerca scientifica, come l’Istituto Europeo per l’Innovazione e la Tecnologia (creato nel 2008), o il Consiglio Europeo della ricerca (2007), o ancora il Centro Comune di Ricerca.

La facoltà di Scienza e Tecnologia dell’Università di Coimbra (Portogallo) è un importante centro europeo per la ricerca

Per recuperare il ritardo accumulato, in tutta Europa sono sorti, già nei primi anni Settanta del XX secolo, i cosiddetti parchi tecnologici e scientifici. Si tratta di luoghi in cui si concentrano centri di ricerca e laboratori che lavorano in stretto collegamento con le Università. Queste strutture ospitano anche numerose imprese che si dedicano allo studio delle innovazioni tecnologiche e alle loro applicazioni industriali. L’obiettivo dei parchi tecnologici è quello di determinare lo sviluppo delle imprese già esistenti, ma anche di far nascere nuove aziende. I Paesi che ne ospitano il maggior numero sono la Francia, il Regno Unito e la Germania. Il parco tecnologico più grande e il primo d’Europa è quello di Sophia Antipolis, situato in un’area collinare nei prezzi di Nizza. Esso comprende 1.400 imprese e 3 Università: è frequentato da 5.500 studenti e 4.500 ricercatori e vi lavorano oltre 34.000 persone.

3 immagini prese dall'home page del sito ufficiale di Sophia Antipolis

venerdì 13 marzo 2015

28 Il settore terziario - Trasporti e vie di comunicazione



TRASPORTI E VIE DI COMUNICAZIONE

Le attività commerciali, ma anche altre attività economiche e sociali, non potrebbero funzionare senza il trasporto, ossia il movimento delle merci e delle persone da un luogo all’altro. Questo era vero anche nell’antichità, ma lo è ancora di più oggi, dato che la globalizzazione ci ha portato ad avere sempre più bisogno di merci che provengono da tutti i continenti.
Il trasporto avviene con mezzi diversi (autoveicoli, treni, navi, aerei) e grazie alle diverse vie di comunicazione, che sono di 3 tipi:
- terrestri (strade, autostrade, ferrovie, fiumi navigabili, canali)
- marittime (le rotte percorse da navi e traghetti nei mari e negli oceani, che hanno i porti come punto di partenza e di arrivo)
- aeree (le rotte degli aeroplani, che partono e arrivano servendosi degli aeroporti).


LE VIE DI COMUNICAZIONE TERRESTRI

Le vie di comunicazione terrestri sono tutte collegate tra di loro, perciò formano una rete composta di tanti segmenti che uniscono i centri abitati; più un centro abitato è grande, maggiori sono i segmenti (le vie di comunicazione) che partono da esso.
La più diffusa via di comunicazione terrestre è la strada, che possiamo definire come un’area di uso pubblico a forma di “nastro”, formata da due o più corsie, riservata ai mezzi di trasporto su gomma. In base alle proprie caratteristiche le strade vengono normalmente distinte in strade rurali (quelle che servono zone poco abitate nelle campagne o nelle montagne), strade urbane (le vie e i viali di un centro abitato), strade extraurbane (fuori dai centri abitati; esse a loro volta possono essere comunali, provinciali o statali, a seconda dell’ente pubblico incaricato della loro manutenzione) e autostrade.

Veduta aerea su una città come Vienna e il suo intrico fittissimo di strade

La fitta rete di strade che esiste in Europa ha la propria origine nelle strade che i Romani costruirono 2.000 anni fa; essi incominciarono con le strade consolari, che partivano da Roma e si distribuivano a raggiera in tutte le regioni della penisola italica. Nel I e II secolo d.C. prolungarono questa rete al di là dei confini italiani, in seguito alle loro conquiste militari: essa assicurava il trasferimento dei soldati e il movimento delle merci, due operazioni fondamentali per il funzionamento dell’impero.
I percorsi più importanti (le direttrici principali) erano segnati dalle strade maestre: esse erano larghe circa 6 metri e nelle vicinanze delle città erano lastricate, ossia, sopra la massicciata in ciottoli e malta, che ricopriva a sua volta lo scavo di fondazione, cioè le fondamenta che rendevano solido il terreno, venivano posti dei lastroni di pietra, che soprattutto nell’Italia meridionale erano di lava, un materiale molto duro. In questo modo, là dove il traffico era maggiore, si potevano evitare fango e polvere. Le strade minori erano larghe circa 3 metri.

Un tratto della Via Appia di cui si vede ancora il lastricato

Con la caduta dell’impero romano le strade andarono a poco a poco in rovina, tanto che alla fine del Medioevo molte di esse erano impraticabili, perché i contadini le usavano come cave di pietre da costruzione. Oggi di esse restano soprattutto i ponti in pietra, che sono tra le opere più monumentali della civiltà romana.

Il ponte romano di Mérida (Spagna)

Il ripristino delle strade in Età Moderna è avvenuto spesso tenendo conto dei tracciati romani, per cui diverse linee viarie odierne si trovano (in tutto o in parte) esattamente dove gli antichi Romani avevano costruito le loro strade.
Oggi, come nell’antichità, il tracciato della strada è condizionato dalla morfologia del territorio, alle cui forme deve per lo più adattarsi. Distinguiamo così, dal punto di vista morfologico, due tipi di strade:
- le strade di pianura
- le strade di montagna.
La strada di pianura in Europa attraversa soprattutto zone di campagna in cui viene praticata l’agricoltura: spesso ha lunghi tratti rettilinei e molte volte è fiancheggiata da filari di alberi. Ogni tanto entra in un centro abitato, dove i semafori regolano il traffico in corrispondenza degli incroci; negli ultimi anni quasi tutti i Paesi europei stanno sostituendo incroci e semafori, ove possibile, con rotatorie (o rotonde) che agevolano lo scorrimento dei veicoli. Superato l’incrocio o la rotatoria, la strada continua per altri chilometri in mezzo ai campi, passando sui ponti che scavalcano i fiumi, le ferrovie, le strade.

Una strada nel sud dell’Inghilterra

Come si è detto per gli antichi Romani, anche per i nostri tempi la costruzione di un ponte è spesso un’opera monumentale e di grande fascino e l’Europa è ricca di simili meraviglie dell’ingegneria. Tra le quali possiamo annoverare anche il Tunnel della Manica, che unisce la Francia al Regno Unito.

Il ponte Storebæltsbroen in Danimarca

La strada di montagna deve affrontare le salite, che sono ritenute normali fino alla pendenza del 10%. Nelle valli a U, col fondovalle largo e piatto, la strada corre in basso accanto al torrente. Nelle valli a V, col fondovalle stretto e tortuoso, la strada si tiene sul fianco della montagna (a mezza costa) e procede con molte curve. Presso il valico, dove la pendenza diventa forte, la strada sale a zig zag con rampe (tratti rettilinei) e tornanti (curve a ferro di cavallo): queste strade allungano sicuramente il percorso, però permettono di salire fino al valico grazie alla pendenza accettabile.

Strada di montagna in Norvegia

L’autostrada è una strada con delle caratteristiche un po’ diverse:
- è riservata al traffico veloce su gomma (tir, autobus, automobili, motociclette)
- permette di viaggiare per molte ore ad una velocità sostenuta (variabile da Stato a stato, ma anche da tratto a tratto, o a seconda delle condizioni atmosferiche, generalmente inferiore in Europa a 150 hm/h)
- è composta da due carreggiate separate, una per ogni senso di marcia, ciascuna formata da due o tre o anche più corsie: le corsie di sinistra sono per il sorpasso dei veicoli, mentre a destra c’è la corsia per i mezzi di soccorso o per le emergenze, qualora non vi siano apposite piazzole
- quando incrocia strade e ferrovie, esse sono costrette a scavalcarle (mediante un cavalcavia) o a passarle sotto (sottopasso)
- in molti Stati sono a pagamento, che si può fare nel momento stesso in cui si usufruisce dell’autostrada in contanti o mediante carte di credito e simili, oppure esponendo sul parabrezza delle vignette adesive da pagare anticipatamente
- i punti di ingresso e di uscita hanno uno svincolo che porta direttamente nel senso di marcia e nei Paesi in cui l’uso dell’autostrada è a pagamento, ci sono delle barriere dove pagare il pedaggio, tramite un operatore (casellante) o mediante macchine elettroniche.

Barriera per il pagamento autostradale a Parigi

Inoltre per scavalcare gli ostacoli naturali (come vallate, rilievi, centri abitati, eccetera) le autostrade (ma anche le strade e le ferrovie) necessitano di viadotti e gallerie (o tunnel), con cui si eliminano le curve strette e le forti pendenze che rallentano il traffico: nei viadotti e nelle gallerie la pendenza non è mai superiore al 5%.
I viadotti segnano fortemente il paesaggio e soprattutto nei fondovalle stravolgono lo spazio su cui sorgono; anche i tunnel, che perforano le montagne, hanno modificato il paesaggio, ma, poiché passano sotto le montagne, sono meno visibili.

Autostrade nei Paesi Bassi

La ferrovia ha caratteristiche tutte particolari: usa come mezzo di trasporto il treno, formato da una macchina motrice (locomotiva), in grado di far muovere una serie più o meno lunga di vagoni agganciati tra di loro e utilizzati per il trasporto di persone e di merci. Il treno corre su un binario formato da due rotaie d’acciaio parallele, poste a una distanza fissa detta scartamento, che servono a guidare le ruote dei vagoni: lo scartamento “normale” in Europa è di 1435 mm. (ma in Russia è di 1520 mm.).
Le linee ferroviarie sono di 3 categorie:
1- a binario singolo, per le linee secondarie dove il traffico è di interesse locale. Su di esso viaggiano piccoli convogli che usano il binario a turno: un treno aspetta in stazione che arrivi quello che procede in senso contrario, poi inizia il suo percorso. Poiché su queste linee il traffico è scarso, non conviene spendere per elettrificarle, perciò di solito si usano motrici con motore a gasolio;

Un treno su una linea a binario unico in Bosnia ed Erzegovina

2- a doppio binario, per le linee principali di grande comunicazione, che collegano le città più importanti. Sono percorse in ogni ora del giorno da molti convogli e quasi sempre sono elettrificate, cioè dotate di un filo continuo a 4 metri di altezza, dove passa la corrente elettrica a 3.000 volt;
3- ad alta velocità, una linea a doppio binario ed elettrificata, riservata ai supertreni che collegano le città principali in poco tempo, poiché raggiungono anche i 320 km/h. Ancor più dei treni che corrono sul doppio binario, i treni ad alta velocità sono dotati di vari comfort: cinema, ristorante, tecnologia wi-fi e così via.

Un treno ad alta velocità Talgo 350 (AVE 102) in Spagna, il Paese in Europa che ha attualmente 
il maggior numero di chilometri ferroviari ad alta velocità

Il treno non può muoversi su terreno fortemente in pendenza: né in salita, né in discesa. Per mantenere una velocità elevata il treno deve trovare una pendenza piccolissima, possibilmente del 2%, che significa che il treno deve percorrere 100 metri per salire di 2 metri; con pendenze maggiori, la locomotiva perde potenza. Per questo in montagna le ferrovie corrono spesso in galleria, evitando così di dover salire a quote elevate.
Anche la costruzione delle ferrovie ha fortemente modificato il paesaggio, soprattutto in prossimità delle grandi stazioni, dove c’è bisogno di molto spazio per l’intrico di binari che si viene a creare. Inoltre, se la stazione vera e propria viene solitamente curata e abbellita in vari modi, la zona circostante dove è stesa la grande massa di rotaie è molto spesso desolata e triste.

Zona attorno a una stazione ferroviaria a Zagabria (Croazia)

Tra le vie di comunicazione terrestri si considerano anche i fiumi e i canali navigabili, sebbene in realtà si tratti di vie d’acqua. Esse vengono utilizzate per il trasporto di merci pesanti su chiatte, perché permettono costi vantaggiosi rispetto all’autocarro (circa un decimo) o al treno (circa un quarto).
Un fiume navigabile è un fiume lungo centinaia di chilometri, che scorre in un territorio con piccola pendenza e con portata d’acqua costante: in Europa queste caratteristiche si trovano più facilmente nelle vaste pianure centro-settentrionali (dalla Francia alla Russia).

Traffico sul fiume Elba ad Amburgo (Germania):
siamo sul vasto estuario dell’Elba, dove possono navigare anche grandi navi portacontainer

Un canale artificiale è un solco costante, scavato per una lunghezza di decine (o centinaia) di chilometri, che viene riempito con l’acqua di un fiume. Ha i vantaggi di avere una pendenza debole e costante e una portata d’acqua regolare, tuttavia è un’opera costosa ed è molto più stretto del letto di un fiume.
La chiatta è l’imbarcazione adatta per trasportare sui fiumi e canali navigabili merci pesanti: legname, sabbia, carbone, minerali di ferro e simili. Infatti ha uno scafo lungo, per contenere molte merci, ha un fondo piatto, per galleggiare in acque poco profonde, ha delle fiancate basse, perché la navigazione avviene in acque tranquille, senza grandi onde. Naturalmente le chiatte usate nei canali sono più piccole di quelle che possono navigare nei grandi fiumi: qui le chiatte possono arrivare alla stazza di 4.000 tonnellate (la stazza è il volume interno: 1 tonnellata è pari a circa 2,8 m³) e navigare nei due sensi senza ostacolarsi.

Chiatta per il trasporto di carbone sul Danubio a Vienna

Le chiatte possono navigare in completa sicurezza solo quando la corrente è debole: se la pendenza supera l’uno per mille (1 metro al chilometro) l’acqua diventa troppo veloce e rende pericolosa la marcia in entrambe le direzioni. Per regolarizzare il corso di un fiume con eccessiva pendenza vengono perciò costruite alcune dighe lungo il percorso.
La diga fluviale è un’opera che sbarra il fiume di traverso e crea un dislivello di circa 10 metri tra il corso a monte e il corso a valle. In questo modo il fiume viene diviso in tratti quasi orizzontali e le chiatte possono navigare nelle migliori condizioni.
Ovviamente per passare da un tratto all’altro la chiatta ha bisogno di un “ascensore”, ossia di una conca: la chiatta entra questa conca e viene sollevata al livello superiore o fatta scendere al livello inferiore. Per superare forti dislivelli si usano molte conche consecutive.

Conche sul fiume Neckar (Germania): nell’immagine si vedono le due conche, o vasche, 
una piena d’acqua e una vuota; nella vasca a sinistra la chiatta è entrata a un livello più basso 
ed è stata sollevata al livello più alto del fiume che si vede a destra

VIE DI COMUNICAZIONE MARITTIME

Le vie di comunicazione marittime utilizzano, come è ovvio, il mare e gli oceani, ma anche alcuni canali marittimi, come quello di Corinto in Grecia, utilizzato da navi di stazza non elevata, o quello di Kiel in Germania, percorso anche da navi molto grandi.

Due imbarcazioni sul Canale di Kiel (Germania)

Nel traffico marittimo le navi (o i sottomarini) si spostano da un luogo a un altro seguendo delle tratte prefissate e rispettando alcune regole che sono state definite a livello internazionale: ad esempio quelle relative alle cosiddette acque territoriali (il tratto di mare vicino alla costa).
Il punto di partenza e di arrivo di una imbarcazione è il porto, commerciale o per passeggeri, turistico o militare. Il porto è un tratto di mare protetto, in cui le navi possono sostare e compiere con facilità le operazioni di carico e scarico delle merci e di imbarco e sbarco delle persone. Un porto è formato da due tipi di strutture:
- le opere portuali esterne, cioè le dighe, che delimitano il bacino interno e riducono il moto ondoso
- le opere portuali interne, cioè banchine e sporgenti, per l’approdo delle navi alla costa e le conseguenti operazioni.
Il molo è l’unità funzionale del porto: esso viene attrezzato per lo scarico e la conservazione momentanea di un certo tipo di merci: abbiamo così il molo con silos per i cereali, il molo portacontainer per lo sbarco e il trasferimento dei container, il molo per prodotti alimentari con magazzini frigoriferi, eccetera. Sul molo ci sono anche la strada e la ferrovia, per il trasferimento delle merci sui mezzi di trasporto terrestri, e una serie di segnalatori luminosi (dal faro ai fanali) per identificare la presenza del porto di notte o per segnalare l’ingresso e l’uscita del bacino portuale.

Il porto di Trieste (Italia) con la diga, i moli, le gru, i magazzini, eccetera

I porti per passeggeri sono molto simili a quelli commerciali, anche se mancano dei magazzini per lo stoccaggio delle merci; la loro funzione è quella di far salire e scendere dalle navi i viaggiatori ed eventualmente le loro vetture.
Un caso un po’ particolare è rappresentato dalle navi da crociera, che negli ultimi tempi hanno preso l’abitudine di entrare anche in spazi non provvisti di un porto attrezzato o non adeguati alla loro mole, come avviene per esempio nel bacino di San Marco a Venezia.

Una nave da crociera entra a Venezia

VIE DI COMUNICAZIONE AEREE

Come per le vie marittime anche per le vie aeree le rotte non sono rigidamente limitate, come succede invece con strade, autostrade, ferrovie, canali navigabili. Questo non significa che gli aerei non debbano seguire dei tragitti precisi: per esempio devono rispettare tutte le restrizioni dello spazio aereo, che sono definite a livello internazionale per evitare situazioni di pericolo o per tutelare spazi delicati.
Nelle vie di comunicazione aeree lo spazio privilegiato è quello dell’aeroporto, ossia l’area pianeggiante attrezzata per la partenza e l’arrivo degli aerei. Un aeroporto è formato da 3 tipi di strutture:
- le piste di volo: esse servono per il decollo e l’atterraggio degli aerei e sono lunghe da 1 chilometro fino a 2 chilometri circa, in base alla dimensione dei velivoli. Le piste di volo hanno una pavimentazione molto robusta, perché deve resistere al peso e alle sollecitazioni trasmesse dalle ruote degli aerei. Accanto ad esse ci sono le piste di rullaggio, attraverso le quali gli aerei si spostano lentamente, sulle ruote, verso il luogo stabilito per il decollo. I piazzali di sosta sono invece grandi superfici dove gli aerei si fermano per le operazioni di carico e scarico. Tutte queste azioni sono regolate dalla torre di controllo, che disciplina il traffico aereo via radio;

Un aereo su una pista di volo

- i fabbricati: ce ne sono di vario tipo, in base alle diverse funzioni. L’aerostazione per le operazioni di imbarco e sbarco dei passeggeri, gli hangar (o aviorimesse) per la manutenzione e la revisione degli aerei, le zone tecniche per i carburanti, i mezzi antincendio, eccetera. Poiché l’aerostazione è lo spazio in cui si muove il passeggero, essa è curata e piacevole al massimo, con tutte le attrezzature necessarie al viaggio e le comodità che offrono alle persone la possibilità di trovarsi a proprio agio;
- i parcheggi esterni: essi sono di solito molto ampi e sono collegati a una rete stradale e ferroviaria tanto più fitta, quanto maggiore è la città o la regione che si serve dell’aeroporto.
Le trasformazioni del paesaggio effettuate dagli aeroporti consistono soprattutto nell’ampio spazio di terreno che viene utilizzato per la costruzione di questo servizio; terreno che viene privato di qualunque forma di vegetazione, se si eccettua qualche distesa di erba tra le varie piste di volo.

L’aeroporto di Oslo (Norvegia)



lunedì 22 dicembre 2014

27 Il settore terziario - I servizi finanziari



IL SETTORE TERZIARIO: I SERVIZI FINANZIARI

Tra le attività del terziario più legate all’industria vi sono quelle svolte da banche, società finanziarie e assicurative, borse; pur non occupando una grande quantità di lavoratori, queste attività rivestono una importantissima funzione nell’economia internazionale, perché danno origine ai cosiddetti flussi finanziari, cioè ai movimenti di denaro che avvengono nel mondo.


In Europa si trovano tre dei più importanti centri finanziari internazionali, che regolano la circolazione di enormi quantità di denaro provenienti da tutto il mondo: Londra, Francoforte e Parigi. In queste città, infatti, si trovano le sedi centrali di grandi banche e di imprese industriali multinazionali, le cui decisioni orientano l’economia di tutto il continente.
Nei maggiori centri finanziari, inoltre, hanno sede le Borse valori [per approfondire che cosa sono, vedi il riquadro a fine lezione], le quali svolgono una funzione fondamentale. Infatti, presso le Borse è possibile acquistare e vendere le azioni, ossia le quote di proprietà delle maggiori imprese, ed effettuare anche la compravendita delle valute (cioè l’acquisto e la vendita delle monete) e dei metalli. La più importante tra le Borse europee è quella di Londra (la terza a livello mondiale, dopo New York e Tokyo); alla Borsa londinese seguono, per volume d’affari, quelle di Parigi, Francoforte, Zurigo, Amsterdam, Madrid e Milano.

La Borsa valori di Francoforte

Il settore bancario ha un ruolo importante nell’economia europea, anche se, a causa delle nuove tecnologie informatiche, sta diminuendo il numero di occupati. La quantità di denaro amministrata dalle banche europee, infatti, corrisponde a più del doppio dell’attuale reddito nazionale di tutti i paesi dell’Unione Europea messa assieme (oltre 20.000 miliardi di euro). Le banche raccolgono il denaro presso i risparmiatori e lo prestano a cittadini e imprese, che restituiscono le somme ricevute in prestito maggiorate di un certo interesse.
Spesso le grandi banche sono proprietarie di importanti gruppi industriali, di società di assicurazioni e di beni immobili (case, terreni). Molte delle principali banche mondiali sono europee: la maggior parte è concentrata nei paesi nord-occidentali, in particolare nel Regno Unito, in Francia e in Germania.

La sede londinese della HSBC Holding, la principale banca europea

Anche le compagnie assicurative dispongono di ingenti capitali, il cui impiego è economicamente molto importante. Le maggiori compagnie operano nel Regno Unito, nei Paesi Bassi, in Francia e in Germania.



Il tagliando dell’assicurazione sull’automobile, che è obbligatoria in tutta Europa




domenica 21 dicembre 2014

26 Il settore terziario - Il commercio



IL SETTORE TERZIARIO

Da qualche decennio l’economia mondiale è caratterizzata da una continua crescita di tutte le attività del settore terziario, chiamata processo di terziarizzazione. In Europa il settore terziario è ormai quello più importante per l’economia: occupa infatti la maggior parte della popolazione attiva in quasi tutti i Paesi e fornisce circa il 70% del reddito prodotto dagli Stati dell’Unione Europea, che è la maggiore potenza commerciale al mondo, dato che metà degli scambi commerciali internazionali avviene entro i suoi confini.
La crescita del settore terziario è dovuta a 3 fattori principali:
-         lo sviluppo delle nuove tecnologie delle telecomunicazioni e dell’informatica
-         l’aumento della domanda di servizi sempre più specializzati da parte delle aziende
-  la sempre maggiore richiesta di servizi da parte dei cittadini, soprattutto nel campo dell’istruzione, della cura delle persone, delle attività sportive e del turismo.
Malgrado questa crescita sia generalizzata in Europa, il processo di terziarizzazione non è omogeneo: è molto avanzato nei Paesi dell’Europa occidentale e settentrionale, è meno marcato nella regione mediterranea orientale ed è più arretrato nei Paesi dell’Est, dove la maggior parte dei servizi è di tipo tradizionale e le attività tecnologicamente avanzate sono poco sviluppate.
In tutti gli Stati europei, tuttavia, il settore terziario è quello in cui si concentra l’occupazione femminile; in Italia, per esempio, l’80% delle donne che lavorano è impiegato nei servizi.

Pubblico prevalentemente femminile a una conferenza sulle banche a Londra (Regno Unito)

IL COMMERCIO

Nel settore terziario l’attività più importante è il commercio, il quale è strettamente legato all’industria. L’industria, infatti, ha bisogno di acquistare materie prime e fonti di energia e deve vendere i propri prodotti su un mercato più ampio possibile: di qui la necessità di costruire le industrie in zone che siano facili al commercio, come i grandi fiumi (in particolare il Reno, la Senna, il Rodano e l’Elba) o le coste del Mare del Nord, da secoli un centro di traffici internazionali.
Non a caso i principali porti europei (Rotterdam, Londra, Le Havre, Anversa, Amburgo, Marsiglia) sono anche importanti centri industriali.

Industrie e strutture portuali nel porto di Rotterdam (Paesi Bassi)

La presenza di industrie a sua volta favorisce lo sviluppo dei centri commerciali (intesi come aree a forte sviluppo commerciale), poiché fa aumentare la quantità di prodotti in arrivo e in partenza; ne consegue che tutti i grandi porti europei si trovano negli Stati più industrializzati e che molti di essi sono anche porti petroliferi, dato che le industrie consumano petrolio in quantità notevoli.

Una petroliera sul Tamigi

Il commercio internazionale e ancor più quello intercontinentale si svolge principalmente per via marittima, che è meno costosa rispetto a quella terrestre o aerea (questa viene usata per le merci che richiedono un trasporto rapido), soprattutto per grandi quantità di merce.
Quando la merce viene scaricata dalle navi, è necessario, comunque, per farla giungere a destinazione, caricarla su autocarri, treni o chiatte (cioè grandi barche a fondo piatto adatte alla navigazione fluviale). Alcuni Stati europei hanno sviluppato il trasporto su rotaia (cioè con treni), poiché è meno inquinante e meno soggetto a incidenti.
Altri Stati (in particolare nell’Europa centrale) per la presenza di pianure, fiumi e canali (alcuni anche vecchi di secoli) privilegiano il trasporto fluviale su chiatte, che risulta invece poco praticabile nell’Europa meridionale, generalmente montuosa e con fiumi dalla portata irregolare.

Chiatta a Bonn (Germania)

Per il trasporto del petrolio e del gas naturale in Europa si fa uso di oleodotti e gasdotti.

Oleodotto sul Mare del Nord a Wilhelmshaven (Germania)

Come è già stato detto, il trasporto più importante è quello marittimo: per questo i principali centri commerciali in Europa sono i porti. Essi sorgono principalmente sull’estuario di un grande fiume: questa è una posizione sicura, al riparo dalle tempeste, l’acqua è profonda abbastanza da permettere a navi di grandi dimensioni di entrare nel porto, grazie anche alle maree, che nel Mare del Nord e nello Stretto della Manica sono particolarmente forti. Inoltre il fiume permette di comunicare direttamente con le regioni interne: il maggior porto europeo, Rotterdam, si trova sul Reno, già di per sé un fiume importante, che in più ha come affluente la Ruhr, la quale attraversa una delle principali regioni industriali del mondo.
Le Havre si trova sull’estuario della Senna, Amburgo sull’Elba, Anversa sulla Mosa, Londra sul Tamigi.

Il porto di Amburgo (Germania)

Poiché nell’Europa meridionale mancano ampi estuari, i principali porti si trovano in golfi naturali.

Il porto di Barcellona (Spagna)

Le aree dove si praticano grandi scambi commerciali sono costrette, come le industrie, a continui rinnovamenti tecnologici, se vogliono lavorare più in fretta e a prezzi inferiori rispetto alla concorrenza, secondo cioè i parametri richiesti oggi dagli industriali.
Il rinnovamento tecnologico ha determinato lo sviluppo di alcuni porti e la crisi di altri, come quello di Genova, che non hanno saputo adeguarsi alle esigenze di un mondo che cambia in continuazione e che necessita, per esempio, di spazi più grandi per ospitare le navi di nuova costruzione e di grande tonnellaggio (il tonnellaggio è il volume di carico di una nave mercantile). Molti porti hanno dovuto dotarsi di avamporti, cioè di moli situati in posizione avanzata sul mare: questo a volte succede quando sulla costa non c’è più spazio per la costruzione di moli e di attrezzature per le navi.

L’avamporto di Great Yarmouth (Regno Unito)

Il commercio, ossia la vendita dei prodotti industriali o del settore primario, può essere distinto in 2 tipi, se consideriamo i luoghi in cui avviene; può infatti essere nazionale o internazionale.
Quando i prodotti vengono venduti sul mercato nazionale, il loro prezzo subisce una maggiorazione dovuta alle tasse che ogni Stato impone su ciascun prodotto venduto: questa cifra è diversa da Paese a Paese.
Quando i prodotti vengono venduti sul mercato internazionale (cosa che sta avvenendo in misura sempre maggiore nel nostro mondo cosiddetto globalizzato), la tasse da pagare sono dette doganali, in quanto i prodotti attraversano la dogana, che è l’apposito ufficio che controlla il passaggio delle merci da uno Stato all’altro. Le tasse doganali possono essere anche piuttosto alte, in particolare se uno Stato adotta una politica protezionistica, ossia se cerca di proteggere le merci nazionali a scapito di quelle estere; imponendo una forte tassa su un prodotto straniero, se ne fa aumentare il costo e lo si rende meno appetibile per la gente comune, che preferirà acquistare il prodotto nazionale che costa di meno.

Doganieri francesi controllano un bagaglio all’aeroporto

Va ricordato che all’interno dell’Unione Europea dal 1993 vi è la libera circolazione delle merci (ad esclusione di quando vi siano rischi per la salute pubblica o per l’ambiente) e sono state abolite le tariffe doganali; in questo modo l’acquisto di un bene nazionale o straniero viene determinato non dal prezzo minore o maggiore dovuto alle maggiorazioni tributarie, bensì dalla sua qualità.
Va considerato, inoltre, che l’andamento del commercio internazionale dipende anche dal cambio monetario, cioè dal valore della moneta di uno Stato rispetto al valore della moneta di un altro Stato; il cambio monetario varia in continuazione, addirittura giorno per giorno, sulla base della legge del mercato, cioè la legge della domanda e dell’offerta. Se il valore di una moneta aumenta, le importazioni da altri Stati vengono a costare di meno, perché le monete di quegli Stati valgono di meno; perciò è più facile o più conveniente procurarsi all’estero materie prime o prodotti industriali esteri. Invece i prodotti esportati vengono a costare di più negli altri Paesi e perciò meno gente li acquista.
Dunque, l’aumento del valore di una moneta favorisce le importazioni e danneggia le esportazioni. La diminuzione, invece, del valore di una moneta provoca il fenomeno contrario.
L’introduzione in molti Stati europei dell’euro ha complessivamente semplificato le operazioni legate al tasso di cambio, come si chiama il rapporto tra il valore delle diverse monete esistenti nel mondo.

Diverse monete del mondo

Anche se consideriamo l’utente a cui si rivolge il commercio, possiamo distinguere 2 tipi di commercio: quello all’ingrosso, che si occupa della distribuzione delle merci dai produttori ai negozianti, e quello al dettaglio, rivolto ai consumatori finali, cioè i cittadini.
Nel caso del commercio all’ingrosso svolgono un ruolo importante le fiere commerciali, grandi mostre specializzate in cui migliaia di espositori provenienti da tutto il mondo pubblicizzano i loro prodotti. Ve ne sono di diverso tipo, fino a quello massimo rappresentato dalle esposizioni universali (o expo) che si svolgono ogni 5 anni.

L’ingresso alla Fiera di Francoforte sul Meno (Germania)

Il commercio al dettaglio è in continua espansione, ma con modalità differenti nei diversi Stati europei. Nell’Europa settentrionale e occidentale, cioè nell’Europa più ricca, il commercio al dettaglio si basa sempre più su grandi catene di supermercati (dove prevalgono i prodotti alimentari) e ipermercati (dove prevalgono prodotti non alimentari), che sorgono soprattutto nelle periferie urbane o lungo grandi vie di comunicazione e che, accostati a negozi di vario tipo, formano i cosiddetti centri commerciali; spesso questi centri commerciali sono di proprietà di grandi imprese multinazionali, come la francese Carrefour, la principale azienda commerciale europea presente in 30 Stati (in Europa, America latina, Africa e Asia), con migliaia di punti vendita e centinaia di migliaia di dipendenti.

Un centro commerciale Carrefour a Bordeaux (Francia)

In questa parte dell’Europa, inoltre, sono in diminuzione i piccoli negozi a conduzione familiare e sono in aumento i grandi magazzini e i negozi specializzati nella vendita di merci di tipo omogeneo: elettrodomestici, informatica, bricolage, sport, eccetera.
Negli Stati mediterranei e orientali, in quelli prevalentemente agricoli e nei centri non molto grandi, il commercio si svolge soprattutto in negozi di piccole dimensioni a gestione familiare (panetteria, salumeria, bar, merceria, negozio d’abbigliamento, cartoleria, ecc.) o in mercati (all’aperto o al chiuso) con le merci esposte su bancarelle. Anche in tali paesi, però, il settore è in trasformazione: si registrano infatti un aumento delle dimensioni dei negozi e la comparsa di grandi gruppi multinazionali.

Mercato all’aperto a Veliko Tărnovo (Bulgaria)

Mercato coperto a Valencia (Spagna)

IL PAESAGGIO DEL COMMERCIO

Le attività economiche legate al commercio, in tutte le forme fin qui descritte, organizzano lo spazio secondo caratteristiche ben distinte.
I porti occupano spazi costieri molto estesi ed anche, come si è già detto, penetrano nel mare con gli avamporti.
Di solito il tratto di mare in cui sorge un porto viene protetto da dighe, che riducono il moto ondoso e facilitano le operazioni di carico e scarico delle navi.

Il porto di Odessa (Ucraina): è evidente la funzione delle dighe

Tra la diga e la costa si viene a formare in questo modo un tratto di mare detto bacino, dotato di banchine e sporgenti che permettono l’approdo delle navi e di moli, attrezzati per lo scarico e la conservazione momentanea dei diversi prodotti: si hanno perciò moli con silos per i cereali, moli portacontainer per lo sbarco e il trasferimento dei container, moli per prodotti alimentari con magazzini frigoriferi, eccetera. Ogni tipo di molo è dotato di attrezzature particolari (gru, tubi di aspirazione, magazzini di un certo tipo) e quindi ha una propria fisionomia, evidente anche da lontano.
Sul molo arrivano anche la strada e la ferrovia per il trasferimento delle merci sui mezzi di trasporto terrestri.

Il porto di Le Havre (Francia)

Il commercio al dettaglio avviene nei negozi, nei grandi magazzini  e nei centri commerciali.
Il negozio singolo, più o meno grande, si trova in tutte le zone di una città o di un paese: la sua importanza aumenta, però, se si trova in una zona centrale (nelle grandi capitali europee, per esempio, i negozi più prestigiosi si trovano nel centro storico).
L’esterno del negozio è una vetrina sul marciapiede (o sotto i portici), elegante e illuminata anche di notte, dove sono esposti i prodotti di maggior richiamo. Sopra la vetrina (e a volte anche nella porta d’ingresso) si trova l’insegna pubblicitaria, che indica il tipo di attività svolta o la marca produttrice del prodotto in vendita in quel negozio.

Negozio di una nota marca di jeans sugli Champs Elysées di Parigi

L’interno del negozio comprende lo spazio di esposizione, con gli scaffali per gli oggetti appoggiati alle pareti, e lo spazio di circolazione dove i clienti si muovono o sostano per guardare la merce.
In un negozio lavorano solitamente il proprietario (magari con i famigliari) e alcuni commessi.

Merce esposta negli scaffali all’interno del negozio Levis sugli Champs Elysées a Parigi

I grandi magazzini hanno un esterno formato da più di una vetrina, dove sono esposti i diversi tipi di merce venduta; lo spazio interno è diviso da molti scaffali, che formano un percorso per il cliente. In un grande magazzino lavorano un direttore, molti commessi, qualche magazziniere.
Il centro commerciale è situato o in un unico grande edificio, o in una serie di edifici accostati; sorge solitamente lungo una grande via di comunicazione vicino a una città, ma può trovarsi anche nel centro della città. Se si trova fuori città, è comodo da raggiungere in automobile e consente di fare acquisti al chiuso, evitando i pericoli del traffico, le intemperie o il caldo eccessivo d’estate (è sempre dotato, infatti, di aria condizionata).
All’esterno il centro commerciale, se di costruzione moderna ed extraurbano, appare non molto diverso dai capannoni industriali: è circondato da un grande parcheggio per i clienti, posto in prossimità dell’ingresso per i clienti, che è diverso da quello per le merci, in modo che i camion dei fornitori e le automobili degli acquirenti non si intralcino a vicenda. Nello stesso parcheggio si possono trovare anche un distributore di benzina e altri servizi, quali ad esempio un cinematografo. Se invece sorge in centro città, può occupare anche una costruzione storica o comunque di un certo valore architettonico.

L’Altmarkt Galerie, un centro commerciale in zona centrale a Dresda (Germania)

All’interno, oltre al supermercato o ipermercato e ai vari negozi si trovano spesso grandi magazzini monotematici, ad esempio dedicati all’elettronica o al bricolage; non mancano inoltre bar, gelaterie e fast food per fare una pausa fra un acquisto e l’altro. L’interno è un luogo curato, costruito per mettere a proprio agio gli acquirenti: negozi e bar sono disposti su più piani, collegati da scale mobili; gli arredi sono scelti in modo da creare un luogo non anonimo e piacevole, con luci e lampadari di vario tipo, piante verdi, megaschermi televisivi, tavolini per sedersi, spazi gioco per i bambini piccoli e così via.

L’interno del centro commerciale Vasco da Gama di Lisbona (Portogallo)

 L'interno del centro commerciale MyZeil di Francoforte sul Meno (Germania)